Il mercato del foraggio in Italia

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Il foraggio è un composto che consiste principalmente in erba e leguminose (erba medica, trifoglio, mais trinciato), fresco, essiccato o insilato utilizzato soprattutto per bovini da latte e da carne, ma anche per cavalli, ovini e pollame. Come accennato, ne esistono diverse tipologie: l’insilato, il fieno e il trinciato di mais o cereali, ciascuno con caratteristiche nutrizionali specifiche legate al contenuto proteico e alla digeribilità.

Nel 2024, il foraggio italiano è rimasto competitivo sui mercati globali, sia per la qualità del prodotto che per i prezzi soddisfacenti, con quotazioni stabilite intorno ai 250-300€ per tonnellata (in base al contenuto proteico). Entrando nel 2025, invece, il primo taglio, in particolare dell’erba medica, ha confermato risultati positivi. Grazie alla raccolta e alle tecnologie moderne, la filiera AIFE copre circa il 90% della produzione nazionale, con oltre 800 000 tonnellate annue, di cui circa la metà risultano destinate all’export. Di conseguenza, l’indotto è in grado di raggiungere un valore vicino ai 450 milioni di euro all’anno.

Il mercato domestico mostra quindi segnali di dinamicità, caratterizzato da una domanda solida e prezzi stabili. In parallelo, restano ampiamente rilevanti le esportazioni, supportate da progetti e iniziative promozionali soprattutto nel Sud-Est asiatico (in Paesi quali Vietnam e Indonesia), con partecipazioni a fiere e missioni commerciali.

Inoltre, la competitività del foraggio italiano si riflette anche nella sua tenuta a livello di mercato. Difatti, i prezzi registrati a inizio giugno 2025 si attestano tra i 260 e i 270€ a tonnellata, segno di una percezione positiva della qualità del prodotto. Questo dato, se analizzato in concomitanza con l’aumento complessivo del 7,5% delle esportazioni agroalimentari italiane nel 2024, lascia quindi intuire come anche il comparto foraggiero stia beneficiando di una dinamica espansiva a livello internazionale. Ecco perché, questa tendenza positiva rafforza la posizione strategica dell’Italia come fornitore di foraggi trasformati e disidratati, alimentando un circolo virtuoso tra innovazione tecnologica, valorizzazione del territorio e apertura commerciale verso nuovi mercati, soprattutto extra europei.

Rivolgendo uno sguardo alla produzione sul territorio italiano, è possibile affermare che le regioni settentrionali, come l’Emilia-Romagna, si dimostrano in grado di offrire produzioni stabili e tecnicamente avanzate, supportando comparti intensivi. I territori meridionali, invece, nonostante alcune criticità climatiche, arricchiscono la flessibilità della filiera, come ad esempio la Campania. Il risultato è quindi un sistema produttivo robusto, che assicura una forte presenza sul mercato europeo e internazionale, supportando sia la resilienza dell’agroalimentare italiano, sia la crescita economica delle aree coinvolte.

Aziende del mercato

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