Il mercato della pasta in Italia

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Alimento essenziale consumato in molti Paesi del mondo, la pasta riveste una particolare importanza nella dieta italiana, è il simbolo della cultura italiana. È più di un alimento, è un elemento di unione e di tradizione di tutti gli italiani. La pasta può avere molte varianti a seconda della forma, del tipo di farina utilizzata, della forma, dell’essere fresca o secca, del tipo di cottura e infine dalla presenza di condimenti e sughi. Ogni regione italiana ha le sue specificità culinarie e le ricette e il modo di cucinare la pasta variano da una città all’altra.

Il nostro paese è il primo produttore mondiale di pasta con 3,7 milioni di tonnellate, con un incremento del 9,1% rispetto all’anno precedente. Il Bel Paese possiede anche il record del più alto consumo pro capite al mondo: 23 kg di pasta all’anno per ogni italiano.

Gli stabilimenti sono localizzati in tutta Italia, con una prevalenza nell’Italia meridionale: la Campania è la prima regione italiana per esportazione di pasta con il 24,4% in quanto in questa regione si concentrano il 19% della produzione nazionale e il 13% dei pastifici domestici. In seconda posizione abbiamo l’Emilia Romagna con una percentuale quasi analoga per quanto riguarda la produzione e l’esportazione all’incirca del 20%, a seguire troviamo Sicilia e la Puglia.

Nel settore della pasta secca esiste un leader mondiale, Barilla, seguito dai Fratelli De Cecco, Divella. Garofalo e Rummo, invece per quanto riguarda la pasta fresca il leader è il Pastificio Rana. L’export di pasta Made in Italy archivia un anno di record, la produzione simbolo dell’agroindustria italiana ha chiuso il 2024 con un aumento del 9,3% dei volumi esportati, oltre i 2,5 milioni di tonnellate, oggi quasi il 60% dei pacchi di pasta prodotti viene esportato.

Se le paste più classiche rappresentano ancora la stragrande maggioranza delle vendite, spiccano diversi segmenti in crescita e il mercato non è immune da un certo rinnovamento dei prodotti. Un esempio è la pasta senza glutine, che continua a crescere a ottimo ritmo, il comparto ha fatto registrare un 6,3% in volume, raggiungendo i 52,1 milioni di euro e le 10.300 tonnellate.

Sebbene i supermercati rappresentino tradizionalmente la stragrande maggioranza, ovvero quasi il 85% delle vendite di pasta, il restante 15% delle vendite di questo segmento si distingue per il minor peso di questo canale distributivo. Con le pressioni inflazionistiche nel 2022 e all’inizio del 2023 e il loro effetto sul potere d’acquisto, è probabile che la pasta rimanga popolare tra gli italiani e continui a crescere nelle vendite.

Aziende del mercato

Presentazione delle diverse aziende del settore della pasta in Italia

Il nostro studio di mercato

Consulta un esempio : il mercato degli alimenti senza glutine in Italia – studio di mercato

vari tipi di pasta: Fettuccine, Penne, Farfalle, Spaghetti, ecc

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